Olimpismo
E’ questo il termine con il quale una testata giornalistica locale ha voluto definire il fenomeno sportivo che ha visto protagonista la regione Veneto e in particolare la provincia di Treviso nella settimana.
Noi semplicemente vogliamo chiamarla “Passione sportiva o Questione di Cuore”
Mercoledì 21 gennaio 2026 nel pomeriggio, la citta di Montebelluna è stata protagonista come città ospitante di un tratto del passaggio della “Fiamma Olimpica”, passaggio che è stato accompagnato da un tripudio di applausi e da qualche momento di commozione. A fare da cornice alla staffetta composta da 13 tedofori che si sono alternati nel tratto di pertinenza del comune montebellunese a partire dalla zona dei Pilastroni fino ad arrivare nei pressi dell’ospedale “ San Valentino”, zona Posmon una folla entusiasta.
Partendo dai piccoli delle scuole primarie, con le bandierine tricolori, passando per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado per arrivare a quelli delle scuole secondarie di secondo grado, tutti hanno potuto vivere questo momento, nella fattispecie una folta rappresentativa di studenti dell’indirizzo sportivo del Liceo “Primo Levi” circa 80 alunni delle 5 classi, ma non solo anche una decina di studenti dello stesso istituto appartenenti ad indirizzi diversi dal classico allo scientifico ordinario al bilinguismo. Gli stessi erano stati edotti dai loro docenti di scienze motorie sul significato dell’evento ai cui avrebbero assistito: il passaggio di un simbolo di valore universale di pace, impegno, amicizia e di valori culturali ed educativi condivisi che avrebbe rappresentato un’importante occasione di crescita.
Singolare il caso di Danilo Stramare, 88enne ex tedoforo nel 1956, che è stato selezionato nuovamente per portare la Fiamma Olimpica il 26 gennaio 2026 esattamente 70 anni dopo l’ingresso della stessa a Cortina. Intervistato durante una cena la sera precedente al passaggio della Fiamma nella città di Montebelluna, il tedoforo ha risposto che la nuova selezione poteva essere frutto di un colpo di fortuna. Noi vorremmo pensare che non sia solo un caso, nonchè coltivare nel nostro cuore la speranza che si tratti di un segnale di ritorno ai veri ideali che stanno alla base dello spirito olimpico e del fairplay ad esso connesso.





